Una stella come le altre?

Pensateci: l’idea che il Sole sia essenzialmente la stessa cosa di una stella qualunque non ha nessun senso. Voglio dire, basta guardarli: non potrebbero essere più diversi!

Seriamente. Vi sembrano la stessa cosa? credit: CC-BY-ND Jessie Hodge via flickr

Seriamente. Vi sembrano la stessa cosa del Sole? credit: CC-BY-ND Jessie Hodge via flickr

Come cavolo abbiamo fatto a convincerci di una cosa così stravagante?

Beh, è stato un lungo viaggio, partito da una serie di supposizioni più o meno strampalate di “scienziati” dell’antichità. Qualcuno ci ha pure relativamente azzeccato, ma altri parlavano di pietre incendiate appiccicate in cielo.

Il primo passo davvero scientifico l’abbiamo fatto nel 1838, imparando quanto incredibilmente lontane siano le stelle. Quell’anno, l’astronomo (tra le varie occupazioni) tedesco Friedrich Bessel fu il primo a misurare la distanza di una stella, ora nota come 61 Cygni. Il risultato? Era migliaia di volte più lontane del Sole. Centinaia di migliaia di volte.

Se sono così lontane, si pensò, potrebbero essere anche altrettanto grandi, se non di più ( spoiler: alcune sono molto più grandi). Ok, ma sono la stessa cosa?

Pochi anni dopo abbiamo imparato a leggere la composizione chimica di una stella dalla sua luce. Gli elementi al suo interno, infatti, assorbono la luce in modi caratteristici. Guardando la luce attraverso un prisma, vediamo le sottili strisce scure che si lasciano dietro, da cui possiamo ricostruire di cos’è fatta la stella.

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La luce solare, scomposta nei suoi colori, con le bande nere (o “linee di Fraunhofer”) causate dagli elementi al suo interno. Via wikimedia.

Il prossimo passo fu capire come calcolare la temperatura di una stella dal colore della sua luce (più esattamente, dalle lunghezze d’onda). Tutto ciò che ha una temperatura—cioè tutto—riluce in un modo particolare a seconda di quanto è caldo. Serve la meccanica quantistica per capire come e perché, ma funziona: lo usiamo per i termometri a infrarossi.

Alla fine il Sole si è rivelato essere suppergiù nella media sia per temperatura che per dimensione e composizione. Comunque, rimaneva una stella speciale: era l’unica ad avere pianeti. Anche questo è cambiato. C’è voluto un po’, ma ora troviamo esopianeti (pianeti che orbitano altre stelle) a migliaia.

Il Sole è una semplice stella, quindi. Abbiamo ragionato sull’universo l’abbiamo guardato, e con così poco abbiamo capito questa cosa così violentemente controintuitiva. Non conosciamo nessuna stella che ospiti qualcosa con abilità del genere. E questo credo sia piuttosto speciale.

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Foto copertina: CC0 Mayur Gala, via unsplash.com

Per saperne di più
  • Bessel è stato il primo a misurare la distanza da una stella per un motivo: era davvero difficile. Su wikipedia trovate una spiegazione del metodo ingegnoso che ha usato.
  • La meccanica quantistica non spiega proprio come il bagliore delle cose: in realtà è nata cercando di risolvere quel problema. Questo video di PhysicsGirl spiega come

Quanta acqua serve per spegnere il sole?

Provate a pensarci prima di leggere la risposta: si può risolvere il problema afa buttando un sacco di acqua sul Sole spegnendolo?

CC-BY alexisnyal via Flickr. Some rights reserved.

Ok, non è impossibile (ci arriviamo dopo, lasciatemi creare un po’ di tensione), ma prima ci sono diversi problemi da risolvere.

Primo problema: l’acqua non rimarrebbe liquida nel freddo vuoto cosmico. Anche un grosso secchiello congelerebbe in pochissimo tempo. E comunque tutta l’acqua evaporerebbe avvicinandoci alle migliaia di gradi del Sole, e il vento solare la spazzerebbe via.

Secondo problema: servirebbe tantissima acqua, una massa paragonabile a quella del Sole stesso, ma probabilmente di più. Già trovato il problema? Se il Sole ha abbastanza massa da iniziare la fusione nucleare, anche il nostro enorme secchiello ce l’avrebbe. Il secchiello imploderebbe, diventando a sua volta una stella. Ora abbiamo due soli. Ben fatto.

giphy.com

Terzo e più importante problema: l’acqua spegne il fuoco tagliandogli l’ossigeno, ma al Sole non serve ossigeno perché non è un fuoco, come spiega questo divertente video di Vsauce e Minutephysics.

Aggiungere acqua, come spiega Michael nel video, darebbe solo altro carburante alla fusione nucleare e peggiorerebbe il caldo sulla Terra. Dal lato positivo, le stelle più massicce bruciano più in fretta. Potremmo scambiare 5 miliardi di anni di calura con qualche centinaio di milioni di anni di inferno. Ci si mette troppo.

Come promesso, un modo c’è: usare un idrante e buttare tantissima acqua (ma a quel punto va bene qualunque cosa) nel Sole quasi alla velocità della luce. Se fatto nel modo giusto, dissolveremmo interamente il Sole, risolvendo in modo rapido e definitivo il problema caldo.

Per farlo, quindi, dobbiamo solo trovare un sacco di acqua… e inventare un potentissimo cannone… e calcolare come fare… no dai, fa troppo caldo… non ho voglia!

 

Foto copertina: CC0 Olichel, via pixabay.com

Spiegando le vele al Sole

Tutti i pianeti sono spazzati dal feroce vento solare. Può ridurli a deserti inanimati o trasformare il cielo in uno spettacolo mozzafiato. Ma che ci fa del vento nello spazio? E, soprattutto, si può usare per andare a vela?

Il vento solare non è il tipo di vento a cui siamo abituati, dato che non c’è aria nello spazio: invece che di molecole di aria, è fatto di particelle (soprattutto protoni, elettroni e particelle alfa) prodotte dalla fusione nucleare che alimenta il Sole. La maggior parte resta lì, risucchiata dalla forza di gravità. Ma alcune sono veloci abbastanza (da 400 km/h in su) da scappare, guidate dal campo magnetico del Sole. E non sono poche: miliardi di chili al secondo (comunque una nullità rispetto alla massa del Sole).

Pian piano, il vento solare erode l’atmosfera dei pianeti. Senza atmosfera, l’acqua sulla superficie (ammesso ce ne fosse), evapora, lasciando il pianeta deserto. Le radiazioni del vento solare annientano qualunque eventuale sopravvissuto.

Marte ci ha rimesso atmosfera e acqua (quasi tutta). La Terra è fortunata: ha un campo magnetico che salva l’atmosfera dall’erosione e il pianeta da devastazioni assortite.

Come il campo magnetico del Sole guida il vento solare, infatti, quello della Terra lo deflette. Una parte devia e ci evita del tutto, il resto si raccoglie ai poli e produce l’aurora boreale. Perciò, per quanto terrificante, il vento solare è anche un po’ una figata.

E sì, anche se non può spingere una barca sulla Terra, lo si può usare per andare a vela. Nello spazio!

Foto: i20141109_181209c, CC-BY-NC-ND Kris Fricke, via Flickr. Some rights reserved.