Vedere una supernova in diretta

Catturare l'istante esatto prima che qualcosa succeda è praticamente impossibile. Ma il telescopio spaziale Kepler c’è riuscito, per di più con un evento raro: una supernova.

“Non si sa mai quando una supernova sta per esplodere”, ha detto Peter Garnavich, a capo del progetto, “Kepler ci ha permesso di assistere all’inizio dell’esplosione”.

Una supernova esplode quando una stella molto massiccia (almeno 8 volte più del Sole) finisce il carburante per la fusione nucleare, collassa su se stessa ed esplode. Quando il materiale che sta collassando dall’esterno si scontra con l’onda d’urto dell’esplosione interna, emana un lampo abbagliante, ma brevissimo (20-30 minuti).

Questa settimana la NASA ha annunciato che Kepler ha osservato due supernove nel 2011 e di una anche quel breve flash, che non era mai stato trovato prima.

(il video è una ricostruzione computerizzata dell’evento)

Secondo Steve Howell della NASA, “Tutti gli elementi pesanti nell’universo vengono da esplosioni di supernove. Tutto l’argento, il nichel e il rame nella Terra e anche nel nostro corpo viene dalle convulsioni esplosive di stelle morenti. La vita esiste grazie alle supernove”.

 

Foto copertina: Nebulosa Granchio, CC0 NASA/ESA.

8 grandi notizie del 2015

Cosa è successo nel fantastico mondo di amorefisico nel 2015? Dai confini del Sistema Solare alle profondità subatomiche, ecco le mie 8 notizie preferite di quest’anno (più una), in un post più lungo del solito. Ma in vacanza abbiamo un po’ più di tempo.

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Acqua su Marte! Ogni tanto

Sapevamo già che, in un passato piuttosto lontano, Marte aveva avuto acqua sulla sua superficie, e forse addirittura oceani. Ma ora siamo sicuri pensiamo che un po’ d’acqua scorre ancora su Marte. Ogni tanto. Più o meno.

Il 28 Settembre la NASA ha dato una grande conferenza stampa, con diretta streaming pubblica, per annunciare di avere le prove di qualcosa che si sospettava da tempo. Scorre acqua su Marte.

Molti ne hanno parlato in diversi già, anche benissimo: da SciShow a diversi articoli sul Post, al sempre ottimo Phil Plait (che aveva previsto quasi perfettamente l’annuncio il giorno prima).

La sonda Mars Reconnaissance Orbiter ha raccolto nel tempo immagini di alcuni pendii dove lunghe strisce scure si allungano e si accorciano col passare delle stagioni.

Siccome assomigliano molto a piccoli rivoli d’acqua, gli scienziati le hanno studiate combinando le eccezionali immagini provenienti dal telescopio HiRISE a bordo della sonda con delle misurazioni spettroscopiche (che misurano varie lunghezze d’onda della luce per determinare la composizione chimica di un materiale).

Il risultato è che queste strisce (chiamate Recurring Slope Lineae, o RSL) hanno tutta l’aria di essere causate dallo scorrere dell’acqua.

Probabilmente più che “acqua” vera e propria, le RSL sono probabilmente qualcosa di molto simile a una fanghiglia. Siccome Marte è molto molto freddo (-63 gradi in media), l’unico modo per l’acqua di rimanere liquida è contenere altissime concentrazioni di sali, che impediscono il congelamento. Il più probabile è il perclorato, che si trova praticamente dappertutto sulla superficie del pianeta, ed è estremamente tossico.

Quindi non illudetevi che queste strisce siano graziosi ruscelletti di montagna. Sembrano molto più piccole valanghe di fango omicida.

E non è affatto chiaro da dove venga l’acqua. Una possibilità è che con l’estate si sciolga parte di uno spesso strato ghiacciato appena sotto la superficie di Marte. Un’altra è che ci siano vere e proprie falde acquifere. Oppure l’acqua viene dall’atmosfera, da cui il perclorato in superficie è capace di assorbirla e fissarla a terra.

Potrà non sembrare molto, ma finora la Terra era l’unico pianeta che conoscevamo con dell’acqua sulla superficie. Questo è un importante passo avanti per capire come funziona l’acqua e il nostro sistema solare.