Come fingere di essere colorati

Questa farfalla non è blu.Continua a leggere

Da dove viene il colore sulle bolle di sapone?

Le bolle di sapone sono per la maggior parte acqua e, come vediamo tutti i giorni, l’acqua riflette parte della luce che le arriva contro. Quindi, quando i raggi di luce arrivano sulla bolla, una parte di loro rimbalza direttamente dalla superficie.

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CC0 sherioz/pixabay.com

Il resto entra nel sottile strato di acqua e sapone che forma la bolla. Al suo interno, la luce viaggia tranquillamente, finché non lo ha attraversato tutto e incontra un’altra superficie: quella tra l’acqua e l’interno della bolla. Come quella esterna, anche questa riflette un po’ di luce. Perciò una parte della luce è costretta a tornarsene verso l’esterno, da dove è venuta.

I riflessi sulle superfici interna ed esterna che si amplificano a vicenda con l’interferenza. Credit: Jhbdel, via wikimedia.

Appena questi raggi escono dalla bolla, però, incontrano quelli che stanno rimbalzando sulla superficie. Come sempre, quando due onde si incontrano, anche questi raggi di luce fanno interferenza l’uno con l’altro.

Diversi colori, ovvero luce di lunghezze d’onda diverse, escono più o meno sincronizzati coi loro corrispettivi che stanno rimbalzando sulla superficie. A volte sono in sintonia (o in fase, se vogliamo essere pomposi), amplificandosi a vicenda, altre sono sfasati e si smorzano.

Riflessi smorzati dall’interferenza. Credit: Jhbdel, via wikimedia.

I colori che escono amplificati ci appaiono come lievi sfumature sulla superficie della bolla.

Lo spessore dello strato d’acqua determina quanto sfasate sono le due onde, e perciò che colore vediamo sulla superficie. Basta una variazione minima—un punto leggermente più spesso, o anche un microscopico accumulo di sapone in un punto—perché venga scelto un colore piuttosto che un altro. Siccome questi cambiamenti di spessore sono graduali, le sfumature attraversano tutti i colori, creando piccoli arcobaleni cangianti sulla superficie.

La stessa proprietà si usa per creare i rivestimenti antiriflesso nelle lenti di occhiali e macchine fotografiche. Il rivestimento è formato da strati sovrapposti di diverso spessore, ognuno dei quali è esattamente calcolato per cancellare un colore preciso. Messi assieme cancellano tutta la luce che verrebbe riflessa. Guardando la lente da angoli diversi, si vede luce riflessa diversamente, e qualche sfumatura cangiante appare.

Perciò, la prossima volta che vedete una bolla di sapone, magari soffermatevi ad ammirare la sua magica superficie. Anche solo un attimo, prima di abbandonarvi all’irresistibile tentazione di scoppiarla.

 

Foto copertina: Untitled, CC-BY-NC Leolein, via Flickr. Some rights reserved.

Mille bolle blu. Ghiacciate.

Nel gelo canadese, un uomo fa una bolla di sapone, che si ghiaccia quasi immediatamente. Siccome è una figata, ci fa un bel video. Chissà se sapeva di tutta la fisica che stava filmando.

Iniziamo dalla cosa più semplice: perché la bolla si ghiaccia per ultima alla base? La risposta è la gravità. Gli strati esterni della bolla scivolano verso il basso, perciò la base ha più acqua da congelare e ci mette di più.

Ma allora perché si ghiaccia a pallini e non dalla cima in giù? Perché il freddo non è tutta la storia: serve un punto di partenza per fare i cristalli di ghiaccio. Se non lo trova, l’acqua rimane liquida anche sotto zero, ma è molto instabile e ghiaccia appena viene disturbata.

La bolla di sapone è piena di molecole di sapone (sorpresa!) sparse un po’ a caso, che fanno da appiglio per iniziare i cristalli di ghiaccio.

Perché la bolla congelata scoppia invece di rimanere lì? Nei commenti, l’autore dice di averla scoppiata lui, ma secondo me bastava aspettare.

Lui ha soffiato l’aria dentro la bolla, quindi la temperatura lì è circa 30 gradi. La pressione è inizialmente quella atmosferica, ma cala rapidamente col raffreddarsi dell’aria. Questo crea una differenza di pressione che sforza moltissimo la superficie irrigidita della bolla che prima o poi collassa.

Tutto questo in meno di trenta secondi. È proprio vero che ogni piccola cosa nasconde grandi meraviglie.

Foto: Frozen, CC-BY-NC-ND Benjamin Lehman, via Flickr. Some rights reserved.