Come funziona la vista a raggi X

Vedere attraverso oggetti opachi è notoriamente complicato. A meno di avere la “vista a raggi X” di Superman, o quegli “occhiali a raggi X” che per decenni hanno promesso ai ragazzini l’abilità di vedere attraverso i vestiti. Come funzionerebbe fisicamente? Si può avere la “vista a raggi X”?

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Come funziona un metal detector?

Ormai ci siamo abituati ai controlli in aeroporto: bagaglio a mano sotto i raggi X, via monetine-telefono-chiavi-braccialetti-orologi-collane (manco fosse una rapina) e pronti per il metal detector. Ma come diavolo fa a sapere che mi son dimenticato di levare la cintura?

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Gli spaghetti non si spezzano mai in due

Prendendo uno spaghetto crudo dalle estremità e piegando sempre più, prima o poi si romperà. Non in due però: quasi sicuramente in tre o più pezzi. Che stregoneria è mai questa?

Non ci credete? Siate scienziati: provate!

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Il cielo sopra il Mauna Kea – Racconti dalle Hawaii: Parte 2

Il Mauna Kea è un enorme vulcano estinto sulla Big Island delle Hawaii, ed è uno dei migliori posti sulla Terra dove fare astronomia (secondo loro, il migliore). Perciò la sua vetta ospita uno dei più famosi osservatori del mondo. Cosa lo rende così speciale—oltre a questa vista?

Tre dei telescopi dell’osservatorio in cima al Mauna Kea. Sullo sfondo, oltre le nuvole, Maui (distante oltre 100km). CC-BY-NC-SA Carmen Romano

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I capelli di Pele – Racconti dalle Hawaii: Parte 1

Recentemente ho fatto un viaggio bellissimo alle Hawaii. Pensavo che, al ritorno, avrei scritto qualcosa sugli osservatori astronomici là. Poi ho visto questo.

CC-BY Karl Wienand

È roccia lavica! OK sì, devo parlare di questo.

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Fibre ottiche al mare

La prossima volta che andate in piscina o al mare potete fare un esperimento che spiega le fibre ottiche. Guardando direttamente in su, si vede attraverso l’acqua. Guardando più di sbieco la superficie, c’è un punto dopo il quale diventa come uno specchio. Sembra una cavolata, ma apre una finestra su un sacco di fisica complicata.

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Come fingere di essere colorati

Questa farfalla non è blu. Continue reading

Barzellette… quantistiche?

Vi direi una barzelletta sulla chimica, ma non otterrei nessuna reazione.

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Il drago assetato e altre magie della capillarità

Il magnifico drago spinoso. Credit: wikimedia

C’era una volta un drago che viveva nel deserto ed amava mangiare formiche. Ne era così ghiotto che per loro rinunciò all’abilità di bere, rendendo la propria bocca ottima per mangiare ma incapace di prendere sorsi.

Al suo posto aveva imparato qualcosa di meglio: come strappare acqua dalla sabbia stessa evocando una forza più potente della gravità.

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Malattie idee ed evoluzione

Capita a tutti di ammalarsi. E quando succede, c’è una certa probabilità di trasmettere la nostra malattia agli altri, che poi la trasmetteranno ad altri ancora e così via. Finché non passa l’ondata.

CC-BY Tina Franklin/flickr

Si può descrivere matematicamente come la malattia si diffonde. Per esempio, possiamo scoprire quanto contagioso deve essere un virus perché diventi una vera epidemia, o quali categorie di persone hanno più probabilità di venirci a contatto. O come l’ondata di ammalati spazzerà la popolazione.

Anche i computer spargono virus: qualcuno apre stupidamente un allegato e il loro computer si infetta. Il virus si replica e inizia a tempestare tutti i suoi contatti con email infette per diffondersi. Ma i computer spargono anche un altro tipo di infezione: idee.

Tutti quanti vediamo post e notizie sui social. Qualche volta, poi, condividiamo quello che abbiamo visto coi nostri amici, che potrebbero condividerlo coi loro e così via. Se si diffonde abbastanza, poi, quel puccioso video di gattini che abbiamo condiviso diventa… beh… virale.

Lo stesso modello matematico che descrive genericamente come si diffondono i germi nella rete dei nostri conoscenti lo si può usare pure su reti di computer o i social network. L’idea è esattamente la stessa.

C’è anche un’altra cosa che possiamo diffondere nella nostra popolazione: i nostri geni. Come le malattie e le bufale, anche i geni si spargono (col passare delle generazioni), in continua competizione per accaparrarsi le limitate risorse a disposizione. E come i geni, anche i post accattivanti e i virus mutano ed evolvono, cercando il modo più veloce di moltiplicarsi. Qualunque esso sia.

Prima della follia di PenPineappleApplePen, del Rickrolling, e di Doge—in realtà, molto prima di internet proprio—il famoso biologo Richard Dawkins coniò il termine meme. Descrive proprio quello che sono i memi su internet: “un’unità di imitazione culturale“, un elemento concettuale che si replica e diffonde nella popolazione, come fa un gene.

Sebbene le idee di base sulla diffusione di malattie e idee siano molto vecchi, il mondo reale è—come al solito— più complicato. Perciò matematici e fisici lavorano sodo per trovare descrizioni migliori e più realistiche, con cui difenderci meglio dall’influenza… ma anche dalle bufale.

Per saperne di più
  • Un team italiano ha pubblicato di recente un esempio di queste descrizioni più realistiche: una descrizione efficiente di virus e memi all’interno di intricate popolazioni.
  • Un articolo di uno scrittore un po’ nerd sulle epidemie non può dirsi completo se non si nomina almeno una volta Pandemia
  • Un paio d’anni fa, CGP Grey ha descritto piuttosto in dettaglio come i memi si evolvono su internet

 

Cover photo: CC0 Myriam/pixabay.com