Una pila di cacca grande come la Torre Eiffel

Nell’episodio 150 del loro podcast Dear Hank and John, Hank and John Green si sono posti queste curiose domande:

Quanti visitatori della Torre Eiffel devono farci la cacca appena arrivati prima che l’intera torre venga coperta? Quanto tempo ci vuole?

Nessun problema: calcoliamo!

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Star Wars, gli eroi, e il Nobel

Tra spade laser, astronavi ed effetti speciali pazzeschi, Star Wars: Gli Ultimi Jedi fa pensare a chi siano gli eroi, come vengano visti dagli altri, e che parte abbiano nella storia. E mi ha fatto pensare agli eroi della scienza: i premi Nobel.

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I cambiamenti nell’ambiente bilanciano l’evoluzione

Tutti siamo molto influenzati da dove siamo cresciuti, anche i batteri. Ma quando l’ambiente cambia, rende la vita—e l’evoluzione—molto più casuali.

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Perché LIGO ha vinto

Il Nobel per qualcosa di legato all’osservazione delle onde gravitazionali era una questione di quando più che di se. Ad ogni modo, si poteva sostenere che fosse troppo presto (ehm…): dopotutto le onde gravitazionali non erano proprio una sorpresa. E invece…

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Come si pubblica la scienza

La pubblicazione è una parte importantissima delle scienze, dalla fisica alla medicina. Ma se con “riviste” pensate ad una cosa tipo Espresso (o Cavalli e Segugi) siete fuori strada.

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Dove finisce la temperatura

Tutti sappiamo cos’è la temperatura no? Cos’è caldo e cos’è freddo, e che le cose calde hanno una temperatura più alta. A guardarci bene, però, la temperatura è un casino. Ci sono anche diversi modi perché la sua stessa definizione, per quanto sembri intuitiva, vada all’aria.

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Un post singolare

Potreste aver sentito che un buco nero “è una singolarità”. Se vi interessate di intelligenza artificiale, invece, potreste conoscere La Singolarità di quando verremo sorpassati dai robot. Perciò… ehm… robot dentro i buchi neri? In realtà ha tutto senso.

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Cerchi, cerchie e Pi Day

Il 14 marzo (3/14 nel calendario anglosassone) è Pi Day, la giornata mondiale del pi greco. Durante questa buffa festività, i nerd della scienza di tutto il mondo fanno operazioni inutilmente complicate e mangiano torte (in inglese, si legge “pài” sia il numero che pie, torta) per festeggiare che il rapporto tra circonferenza e diametro di ogni cerchio è 3.14152653… Da fuori può lasciare disorientati, ma è un po’ quello il punto.

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Tutta la fisica è sbagliata!

La Meccanica Quantistica ha torto. La Relatività Generale ha torto. Il Modello Standard della fisica delle particelle ha torto, torto, torto!

Tutta la fisica (diamine, la scienza in generale!) è sbagliata—un po’. E gli scienziati lo sanno! Ma niente panico: la scienza deve avere torto. Perché non cerca la Verità, piuttosto spiega quello che vediamo meglio che si può.

Potrebbero esserci cose nuove che non avevamo visto, o spiegazioni migliori per quelle che conoscevamo già.

Newton pensava che la gravità fosse una forza tra due oggetti con massa. Ci sta. A dirla tutta, è una spiegazione buona abbastanza per arrivare sulla Luna. Di certo non aveva mai pensato che la massa deformasse lo spaziotempo. Ma d’altra parte non aveva mai visto la gravità piegare la luce (anche se non ha massa) o cambiare lo scorrere del tempo. Einstein, con la sua Relatività Generale spiegava tutto, comprese queste cose, senza neanche averle osservate!

Si possono descrivere perfettamente le orbite di tutti i pianeti anche tenendo la Terra al centro. Però è complicato, e più sbagliato che farlo con la gravità di Newton. credit: wikimedia

Difatti una buona teoria deve prevedere fenomeni nuovi, mai visti prima. Prima di Newton, gli astronomi pensavano che stelle e pianeti si muovessero lungo cerchi attorno a cerchi, eccetera. Se qualcosa non funzionava, nessun problema: si aggiungeva un cerchio. Questo sistema descriveva ottimamente tutto, ma non poteva predire nulla. Le leggi di Newton, invece, ci hanno detto dove cercare Nettuno. Ed era là.

Se una previsione si rivela sbagliata, gli scienziati cercano una teoria che spieghi i nuovi dati, fanno nuove previsioni e il ciclo ricomincia.

Prima o poi arriverà qualcosa che darà definitivamente torto alla Relatività Generale. Se chiedete a me, credo che la materia oscura sia un buon campo di battaglia. Per avere ragione, ad Einstein serve che l’universo sia pieno di una sostanza invisibile e intoccabile. Gli sfidanti si stanno già facendo avanti.

Di cos’è fatto l’universo (secondo le nostre teorie): il 95% è materia o energia “oscura” (un modo figo per dire che non abbiamo idea di cosa sia). credit:nasa.gov

Come la Relatività, anche tutte le altre teorie cadranno. Nessuna teoria è perfetta, ma tutte quelle accettate sono meglio delle precedenti. In qualunque momento della storia (almeno da quando abbiamo il metodo scientifico), i dati di fatto scientifici sono le migliori spiegazioni del mondo che abbiamo mai avuto. E vale anche per le teorie attuali.

Tenere una mente aperta è importante, ma è anche importante tenere a mente perché i dati di fatto sono tali e il lungo viaggio che hanno affrontato per diventarlo. Ad aprire troppo la mente, si rischia di far cascare fuori il cervello.

Per saperne di più
  • Si possono scrivere libri interi sulle cose che non sappiamo ancora spiegare. Come ha fatto Jorge Cham.
  • Volete una spiegazione dettagliatissima di cosa funziona e cosa no riguardo alla materia oscura? C’è PBS Spacetime:

 

Foto copertina: Facepalm, CC-BY Brandon Grasley/flickr

Cosa fanno i numeri e cosa no

E così i sondaggi sulle presidenziali americane erano… diciamo non del tutto corretti. Non è neanche la prima volta quest’anno: pensiamo a Brexit o al referendum in Colombia. C’è qualcosa di storto nei numeri.

I numeri hanno di figo che danno sempre risposte obiettive e basate sui fatti. Nella scienza ci si fa una domanda, poi si va a misurare la risposta, che arriva sotto forma di numero. Quel numero è un fatto, che si può usare per provarne altri.

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Ma i numeri sono anche difficili, perché rispondono senza commentare la domanda. Era posta correttamente? Era stupida? Era quella giusta?

Se facciamo finta di aver chiesto qualcosa di diverso da quel che abbiamo misurato, o se cerchiamo di estrapolare dai numeri qualcosa di diverso, l’esercizio non ha senso. Ed è lì che le statistiche sembrano inventate.

Però non è colpa dei numeri. Il problema è chi li legge e cosa cerca. Il problema è la domanda.

Questo mi ha ricordato Guida Galattica per Autostoppisti. Nel libro, una razza di alieni super-intelligenti costruisce Pensiero Profondo, un incredibile supercomputer che deve cercare “la risposta alla vita, l’universo e tutto quanto”. Dopo milioni di anni di calcoli, la risposta arriva (guarda caso, sotto forma di numero), ma—spoiler moderato—è piuttosto deludente.

Come si vede nel video, la domanda era tanto importante quanto la risposta, indipendentemente da quanto vera (e non ho nessun dubbio che quella sia la risposta), accurata o oggettiva sia. E non si può essere molto più oggettivi di un valore numerico misurato accuratamente.

Qui arrivo al punto su sondaggi ed elezioni: i sondaggisti sanno quel che fanno. Sanno come tener conto di tutte le possibili aberrazioni e come misurare quello che ha sempre dimostrato di riflettere i risultati ai seggi. Ma non possono sapere se il voto andrà davvero così. Non è quella la domanda.

Quindi cos’è che non va? Non lo sappiamo, ma c’è un’orda di statistici molto determinati a scoprirlo.

Lo strabiliante potere dei numeri è rispondere esattamente a quello che chiediamo o, se la risposta non ha senso, mostrarci che c’è qualcosa che non va nella domanda. La strabiliante abilità degli scienziati è trovare le giuste domande e formularle nel modo giusto.

Per saperne di più
  • Una rassegna sul Post di cose che potrebbero andare storte nei sondaggi

Foto copertina: CC0 Andrew Martin, via pixabay