Migliaia di strutture Maya mai viste prima rivelano connessioni tra città, cinte murarie, profonde modifiche al paesaggio, e pure spazio ed organizzazione che fanno pensare a milioni di abitanti. E sono state trovate grazie alla fisica.

Dopo la scomparsa della civiltà Maya, molte città sono state rapidamente coperte dalla rigogliosa vegetazione tropicale. Al giorno d’oggi strutture enormi e perfino intere città sono praticamente invisibili anche standogli di fianco.

La vedete la piramide sulla destra? Ecco, quello è il problema. credit: Wild Blue Media/National Geographic, via ilfattostorico.com

Anche guardando dall’alto le rovine restano nascoste sotto il denso fogliame della giungla. Ed è qui che ci viene in aiuto la fisica. Coi laser!

La recente scoperta di una megalopoli Maya, ad esempio, è stata possibile grazie al LiDAR (Light Detection And Ranging: telerilevamento e misurazione luminosa). L’idea di base è la stessa del sonar dei pipistrelli, ma coi laser: si spara un breve, sottile impulso laser e si cronometra quanto ci mette il suo riflesso a tornare indietro. Moltiplicando quel tempo per la velocità della luce si trova quanto lontano il laser è arrivato.

Uno schemino di come funziona il LiDAR: un impulso laser viene sparato e si cronometra il tempo di ritorno del riflesso, determinando la distanza del bersaglio.Per trovare le rovine Maya, droni ed aeroplani hanno sorvolato un’area della giungla del Guatemala, sparando numerosi impulsi laser al secondo. Essendo così focalizzati, gli scienziati potevano determinare precisamente dove erano rimbalzati. Alcuni si sono fermati in cima agli alberi, altri hanno attraversato qualche strato di foglie, altri ancora sono arrivati fino a terra.

Raccogliendo dati da diverse angolazioni, gli scienziati possono poi ricostruire un modello 3D della foresta.

Da quel modello, poi, si possono eliminare alberi e foglie, rivelando il terreno sottostante. Come vedete da questa fantastica immagine, molto del “terreno” sotto gli alberi ha una sospetta somiglianza con edifici, mura, piramidi e passerelle.

Immagine LiDAR “de-forestizzata”. credit: PACUNAM/Marcello Canuto & Luke Auld-Thomas, via NPR

Analizzando queste immagini, gli archeologi hanno fatto un’elettrizzante scoperta: un’enorme metropoli, che probabilmente aveva milioni di abitanti, e che cambia completamente quello che sappiamo della dimensione dell’antica civiltà Maya.

Per saperne di più

 

Foto copertina: CC0 jacqueline macou/pixabay

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.