Due anni fa, di questi tempi, si parlava solo dell’acqua che scorre su Marte. Secondo un nuovo studio, però, non sarebbe acqua, bensì valanghe di sabbia.

Cosa diavolo sta succedendo?

Cominciamo dalla scoperta del 2015: gli scienziati hanno visto su foto satellitari delle strisce scure che appaiono e spariscono regolarmente su alcuni pendii marziani. L’unica spiegazione di tutte le loro caratteristiche era che dell’acqua bagnasse la sabbia ( non era chiaro come), creando piccoli rivoli di fango.

Le famose strisce scure fotografate mentre si allungano sulle pareti del cratere Newton. credit: NASA/JPL-Caltech/Univ. of Arizona

La nuova ipotesi è che siano valanghe di sabbia. Niente acqua. I dati vengono dalla stessa sonda usata due anni fa e il lavoro è pubblicato su Nature Geoscience (purtroppo a pagamento).

Anche due anni fa avevano considerato l’idea, ma aveva dei problemi. Ad esempio, una valanga di sabbia non dovrebbe ripetersi ogni stagione nello stesso posto; poi non dovrebbe cambiar colore quando si ferma.

Anche su Marte si formano dune, che mostrano chiaramente la pendenza a cui la sabbia smette di scorrere. credit: NASA/JPL Caltech/Michael Benson/Kinetikon Pictures, via simotron.wordpress.com

Il fatto è che proprio non si capisce cosa possa portare tutta quell’acqua sui pendii di Marte, specialmente alle latitudini dove abbiamo trovato il fenomeno. Poi rivoli bagnati, scorrendo anno dopo anno, dovrebbero scavare piccoli solchi nella sabbia, che non si vedono proprio.

Infine c’è il problema dell’inclinazione sospetta. La sabbia scorre solo se la pendenza è più di un certo angolo (circa 30° su Marte). Volete indovinare a che pendenza smettono di formarsi le linee sui pendii marziani?

Il nuovo studio, però, non risolve alcuni dei problemi sollevati in quello vecchio (il colore, il ritorno stagionale): si limita a dire che si potrebbero spiegare col processo che causa le valanghe. Ma, non conoscendo quel processo, non azzardano ipotesi.

Insomma, più che smentire la vecchia idea, questo studio riesuma un’alternativa che era stata scartata. E ci lascia con più domande di quelle che avevamo prima.

Sembrano onde sull’oceano, ma è sabbia in un cratere marziano, fotografata dal Mars Reconnaissance Orbiter. credit: NASA/JPL-Caltech/Univ. of Arizona

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Foto copertina: CC0 Free-Photos/pixabay

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