Le onde gravitazionali sono state la prima grossa storia su questo blog. Mi piacciono le onde gravitazionali. Perciò quando mi arriva sul radar qualcosa che le riguarda, ascolto.

Anche quando significa che potrebbe essere tutto sbagliato.

Parte dell’impossibile difficoltà di rilevare le onde gravitazionali si può risolvere guardando solo ai segnali che arrivano in entrambi gli osservatori LIGO. Tutto il resto ( traffico, terremoti, eccetera) si confonde in un fruscio di sottofondo.

Questo sottofondo dovrebbe essere completamente indipendente nei due osservatori (il rilevatore in uno non avverte le auto che passano a 5000 Km di distanza). Però questo non è quello che ha trovato un team di ricercatori dell’Istituto Niels Bohr di Copenhagen. Analizzando i dati, hanno visto un disturbo di sottofondo che attraversa entrambi i rilevatori esattamente al passaggio delle onde gravitazionali.

Come si può immaginare, serve una caterva di matematica per isolare un segnale piccino piccino come quello delle onde gravitazionali. L’idea del team è che qualcosa sia andato storto in quel passaggio.

Le curve in nero sono dati da un osservatorio LIGO, quelle in rosso dall’altro. Quelle incasinate in cima e in fondo alla figura sono i dati originali, quelle in mezzo sono la versione “ripulita” dal sottofondo. Ingrandita 100 volte, altrimenti non si vedrebbe niente. Quella tacca attorno a 16 secondi è l’onda gravitazionale che passa. fonte: arXiv:1706.04191v1, via Forbes

Questo potrebbe costringere a correggere le stime riguardo alla collisione tra buchi neri che ha prodotto le onde gravitazionali. O, nel peggiore dei casi, significherebbe che non erano affatto onde gravitazionali: LIGO avrebbe registrato del sottofondo casuale e l’avrebbe erroneamente interpretato come un fenomeno cosmico.

Secondo il team di LIGO, questa ri-analisi è completamente sbagliata (sono stati più specifici, eh, solo che non ho posto per andare nei dettagli). Secondo altri è anche possibile che il segnale delle onde gravitazionali sia stato sottratto dai dati in una maniera che avrebbe lasciato una sorta di impronta sul sottofondo.

Insomma, tutti i protagonisti si mostrano molto convinti, ma nessuno ha potuto definitivamente dimostrare che l’altro ha torto. La discussione è ancora aperta. E va benissimo così: più gli scienziati controllano e ricontrollano i risultati e discutono come sono stati ottenuti, meglio li capiranno. E meglio diventeranno i risultati stessi.

Il più recente periodo di osservazione—che includeva l’osservatorio italiano VIRGO—è finito di recente. Vedremo cosa uscirà da lì.

Una vista aerea delle strutture di VIRGO, vicino a Pisa. credit: virgo-gw.eu

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Foto copertina: CC0 Erika Wittlieb/pixabay

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