Ogni pianeta ha qualcosa di speciale, ma gli anelli di Saturno sono certamente la caratteristica più appariscente. A ben guardare, però, Saturno ha anche altre cose strane. Tipo un grande esagono, quasi perfettamente regolare disegnato attorno al suo polo nord.

L’esagono di Saturno è un’enorme tempesta larga tra una volta e mezza e due volte la Terra. L’abbiamo vista per la prima volta negli anni '80, quando le sonde Voyager hanno sorvolato il pianeta, ma non c’è modo di sapere quanto vecchia fosse già allora.

Un uragano sulla Terra. Grossomodo tondo. credit CC-NC-ND kakela/flickr.com

La sua forma è sicuramente affascinante. Le tempeste, sulla Terra come su altri pianeti, sono più o meno rotonde, scolpite dal turbinare dei venti che le formano. Come diavolo fa l’esagono di Saturno ad avere degli angoli? Non dovrebbero smussarsi progressivamente, trasformando lentamente l’esagono in un cerchio?

La tempesta gigante di Giove. Grossomodo tonda. credits: NASA/JPL/Space Science Institute

La chiave sembra stare nel fatto che l’atmosfera di Saturno non è omogenea. Le differenze di composizione e temperatura delle nuvole creano forti venti che cambiano con la latitudine. In particolare, a circa 78° a nord c’è una sottile e fortissima corrente. Il brusco cambiamento di velocità crea turbolenze e vortici alle latitudini circostanti.

Al polo sud di Saturno non c’è la stessa corrente. Niente corrente, niente esagono.

Uno studio del 2009 ha cercato di ricreare in laboratorio qualcosa di simile, facendo girare a velocità diverse la parte più interna e più esterna di una vasca d’acqua. Gli esperimenti hanno mostrato che le turbolenze formano mulinelli stabili attorno al centro di rotazione.

I mulinelli poi si organizzano in motivi geometrici regolari. A seconda delle velocità in ballo, possono formare esagoni, ma anche altre figure.

Da qualche parte, quindi, ci potrebbero essere pianeti con grandi triangoli in cielo, o grandi ovali. Ma io non farei mai cambio col nostro bellissimo Saturno, i suoi anelli e il suo esagono.

Per saperne di più

 

Foto copertina: NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute

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