Un’illustrazione di Cassini in picchiata sui geyser di Encelado. credit: NASA/JPL

Cassini terminerà la sua missione ventennale a settembre. E vuole proprio andarsene in bellezza. In una conferenza stampa ieri, la NASA ha annunciato che la sonda, sorvolando Encelado (una luna di Saturno) nel 2015, ha trovato indizi che l’oceano di questa luna ghiacciata abbia quasi tutti gli ingredienti che pensiamo servano per la vita.

Encelado è un mondo affascinante, con una specie di versione ghiacciata dell’attività tettonica terrestre. Invece che placche di roccia, ha lastre di ghiaccio, e come la Terra, anche Encelado ha vulcani sulla superficie—ma eruttano acqua, che Cassini ha analizzato. Infatti, invece che sul magma, la sua superficie galleggia su un enorme oceano salato. Questo oceano, ha annunciato la NASA, sembra il miglior posto dove cercare la vita nel Sistema Solare.

Un’illustrazione dell’interno di Encelado: la sua crosta ghiacciata, il cuore roccioso e l’oceano nel mezzo. credit: NASA/JPL-Caltech

Ma Encelado, e tutte le lune ghiacciate di Giove e Saturno sono lontanissimi dalla zona abitabile del Sole! Non dovrebbero essere congelati del tutto?

In realtà, potrebbero sfuggire a questo freddo destino grazie ad un insolito aiuto: le maree. Per gli astronomi, le maree non sono altro che la differenza nell’attrazione gravitazionale tra due lati di un pianeta o luna. Per esempio, un lato di Encelado è inevitabilmente più vicino a Saturno dell’altro, perciò sente un po’ più forte l’enorme gravità del gigantesco pianeta. Siccome la gravità tira di più un lato dell’altro, la “forza di marea” che ne risulta lo stira un po’.

Muovendosi, Encelado cambia quale lato è più vicino a Saturno, e viene stirato e compresso in modi sempre diversi. Perciò la sua crosta, e soprattutto il suo nucleo roccioso, devono continuamente riassestarsi sotto questa forza. Varie parti devono muoversi, sfregando l’una contro l’altra. L’attrito tra loro scalda il pianeta in un processo chiamato tidal heating (riscaldamento con la marea).

Succede anche sulla Terra, con la forza di marea dalla Luna e dal Sole. Ma il nostro pianeta ha tantissimo calore residuo dalla sua formazione, abbastanza da fondere roccia al suo interno. Il tidal heating non fa molto da queste parti.

Per tenersi tutto questo calore, l’oceano di Encelado ha un altro insolito alleato: la chilometrica crosta ghiacciata che lo copre. Il ghiaccio è un buon isolante termico, e si comporta come una gigantesca coperta attorno all’oceano, tenendo il freddo vuoto cosmico fuori e il prezioso calore dentro.

Ci concentriamo sempre su che tipo di atmosfera debba avere un pianeta per ospitare la vita, o quanto lontano debba essere da qualche fredda e flebile stella. Ma una bella coperta cicciona di ghiaccio e intense maree potrebbero già dare una grossa mano.

Per saperne di più
  • La NASA, come al solito, ha messo assieme un’ottima pagina, ricca di informazioni su Encelado ed altri mondi oceanici
  • Mentre il tidal heating è sufficiente per mantenere l’oceano su alcune lune di Giove (come Europa), probabilmente non lo è del tutto per Encelado

 

Foto copertina: CC0 Tilgnerpictures/pixabay

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