Il 14 marzo (3/14 nel calendario anglosassone) è Pi Day, la giornata mondiale del pi greco. Durante questa buffa festività, i nerd della scienza di tutto il mondo fanno operazioni inutilmente complicate e mangiano torte (in inglese, si legge “pài” sia il numero che pie, torta) per festeggiare che il rapporto tra circonferenza e diametro di ogni cerchio è 3.14152653… Da fuori può lasciare disorientati, ma è un po’ quello il punto.

Pi Day ha diverse ragioni, credo: Pi è un ottimo simbolo per la scienza, è un simbolo incredibilmente inclusivo ed unificante, ed è la cosa perfetta da trasformare in una festa nerd.

Iniziamo dal suo valore simbolico. Pi è molto riconoscibile, perché un po’ tutti ci si sono imbattuti ad un certo punto della propria istruzione. Questo vale anche per molte importanti costanti fisiche e matematiche. Tuttavia, le costanti fisiche non sono proprio assolutamente costanti (il loro valore dipende dalle unità di misura), in più sono spesso sgradevolmente grandi o piccole.

Le costanti matematiche, invece sono solo numeri, come 0 e 1. Perché non celebrare uno di questi due eccellenti numeri invece? Beh, perché Pi ha più spessore. Nessuno conosce tutto Pi perché è una sequenza infinita e sempre diversa di cifre. I numeri irrazionali come Pi (o la sezione aurea, e, o la radice di 2) sono tutti sfuggenti ed affascinanti, ma nessuno si può festeggiare quanto Pi.

Intanto, pochi (se ce ne sono) si possono scrivere come una data. Poi, nessuno è famoso come Pi, che è dannatamente onnipresente: dalla geometria che si fa a scuola alla meccanica quantistica, dal pendolo alla teoria dei numeri e della probabilità.

La sua ubiquità dimostra come i cerchi entrino proprio ovunque nella scienza: che qualcosa coinvolga veri cerchi (o sfere) o la trigonometria (nient’altro che cerchi ”travestiti Studenti di una scuola ordinati per altezza in un vecchissimo esperimento: seguono la caratteristica forma a campana della gaussiana.[/caption]

La gaussiana, in realtà, è la maniera ninja dei cerchi per intrufolarsi di nuovo sulla scena (per via di dettagli nei calcoli con cui non vi annoierò). E troviamo traccia del loro passaggio, indovina un po’, grazie a Pi.

Insomma, questo fantastico numero è ugualmente familiare ai matematici, come ai fisici, agli ingegneri, e a tutti gli scienziati, che lo usano quotidianamente. Allo stesso tempo, Pi compare quasi solo in contesti scientifici. Quindi, come simbolo, include tutte le branche della scienza, niente di meno, ma neanche niente di più.

Questo è anche il motivo per cui è ottimo materiale per una festa nerd. John Green ha dato una delle mie (pressappoco) definizioni preferite di “nerd”:

I nerd come noi possono essere entusiasti, senza ironia, delle cose. I nerd possono amare le cose, tipo saltare-su-e-giù-sulla-sedia amarle. Quando qualcuno chiama qualcun altro nerd, quello che stanno dicendo è più che altro “a te piacciono cose”, che non è per niente un insulto. Come dire “tu sei troppo entusiasta del miracolo della coscienza umana”.

Perciò cos’è più nerd che celebrare il fatto che una data si scriva come il rapporto tra circonferenza e diametro di un cerchio? Insomma, la festa non riguarda Pi, ma piuttosto incontrarsi, mangiare torte e trovare nuovi e creativi modi di calcolare questo numero sfuggente.

Come Natale in realtà parla di amore e famiglia, il Pi Day in realtà parla di comunità, di identità nerd, e di essere entusiasti, senza ironia, della scienza e della matematica. Non ci sono tanti giorni così, teniamoci buono questo.

Cover photo: CC-BY Bill Ward/flickr

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