Giusto pochi giorni fa, la NASA ha annunciato la scoperta di ben sette pianeti rocciosi di dimensioni simili a quelle della Terra in orbita attorno alla piccola stella TRAPPIST1, tre dei quali sembrano essere nella “zona abitabile”. Insomma, abbiamo trovato la casa degli alieni?

 

No. Però i termini ingannano, quindi facciamo un po’ d’ordine su cosa serve ad un pianeta abitabile.

Sui pianeti troppo vicini alla stella fa troppo caldo e l’acqua evapora, su quelli lontani fa troppo freddo e congela. Solo quelli in mezzo possono restare bagnati al punto giusto. credit: NASA/JPL/Caltech

L’acqua liquida è la base di tutto. Tutta la vita che conosciamo—dai batteri ai gatti, dalle carote a Lionel Messi—dipende da reazioni chimiche che succedono solo in acqua. Niente acqua liquida, niente vita.

La “zona abitabile” di una stella è la fascia di spazio intorno in cui un pianeta può aver acqua liquida in superficie. Più vicino e il calore della stella friggerebbe il pianeta con tutta l’acqua (pensate a Mercurio), più lontano e tutta la superficie congela (pensate a Plutone).

Ora serve una superficie su cui mettere quest’acqua. Ecco perché i pianeti rocciosi sono interessanti: senza una superficie rocciosa, l’acqua non può raccogliersi. Di nuovo, niente acqua, niente vita.

Tuttavia, la location non è tutto: l’atmosfera conta moltissimo. L’atmosfera della Terra mantiene l’acqua sul pianeta e le temperature miti (per gli standard planetari). Ne avessimo meno, rischieremmo di diventare Marte, che è nella zona abitabile ma è un gelido deserto, dove l’acqua è più che altro una fanghiglia assassina. Ne avessimo di più e potremmo di diventare Venere (pure quello nella zona abitabile) che è praticamente l’inferno, laghi di piombo fuso e piogge di acido comprese. I venti nell’atmosfera possono anche favorire l’abitabilità di certi esopianeti.

Poi bisogna tenersela, l’atmosfera. La Terra ha un comodo campo magnetico che deflette parte delle radiazioni del Sole. Marte probabilmente aveva un’atmosfera, quando aveva anche oceani, ma non ha un campo magnetico. Atomo per atomo, il costante flusso di energia e particelle dal Sole l’ha letteralmente erosa. Persa l’atmosfera, anche l’acqua se n’è andata. Niente acqua, niente vita.

La scoperta, immortalata nel doodle di Google

I pianeti scoperti attorno a TRAPPIST1 non sono importanti perché potenzialmente abitabili (anche se promettono bene), ma perché TRAPPIST1 è la prima stella del suo genere che studiamo e subito abbiamo trovato diversi pianeti promettenti. Questo vuol dire che dovrebbe essere relativamente facile trovare pianeti interessanti attorno a quel tipo di stelle, il che moltiplica le possibilità di trovarne di davvero abitabili.

In più sono vicini alla Terra (“solo” 40 anni luce), quindi possiamo studiare le loro atmosfere con telescopi che abbiamo a disposizione oggi o con il telescopio James Webb, che sarà lanciato l’anno prossimo. Così possiamo fare allenamento per la moltitudine di pianeti che troveremo in futuro.

Per ora, come al solito, niente alieni.

Per saperne di più
  • Il post ha provato a raccogliere le risposte ad un po’ di domande tipiche sul tema
  • Ve lo ricordate quanto casino quando avevano trovato il primo esopianeta grande come la Terra in una zona abitabile? Stavolta tre in un colpo.
  • La NASA ha messo assieme una quantità di informazioni, illustrazioni, e pure un’app a riguardo. Trovate tutto qui
  • La star del gruppo è questo video a 360° fenomenale (visione a schermo intero altamente consigliata!) di come sarebbe stare su TRAPPIST1d

 

Foto copertina: CC0 David Mark/pixabay.com

2 thoughts on “Cos’è un pianeta abitabile

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