Il 2016 non è stato necessariamente un grande anno in generale, ma lo è stato per la scienza. Un anno piuttosto ricco di scoperte: annunciate, mancate, sorprendenti.

Dall’esplorazione del sistema solare alle frontiere dell’intelligenza artificiale, dall’atomicamente piccolo all’immensamente grande, è stato un anno movimentato!

Ecco la mia personale top five dell’anno, con un po’ di link per approfondire o andare a rinfrescarsi la memoria.

5: ExoMars & Schiaparelli

ESA/ATG medialab

A marzo, l’Agenzia Spaziale Europea (ESA, in collaborazione con la russa Roscosmos) ha lanciato la prima parte della missione ExoMars. Il lancio è andato a meraviglia, l’arrivo (ad ottobre) un po’ meno: mentre il satellite TGO ha preso posizione perfettamente, la sonda Schiaparelli si è schiantata al suolo invece che atterrare dolcemente come previsto.

L’obiettivo di ExoMars (una missione in due parti, la prossima partirà nel 2020) è soprattutto cercare tracce di vita su Marte.

Leggi di più su ExoMars: com’è andata, di che si tratta e perché è importante

4: AlphaGo

CC-BY-NC tommpouce, via Flickr. Some rights reserved.

La dominazione delle macchine si avvicina! DeepMind, una specie di divisione di Google che si occupa di intelligenza artificiale, ha creato AlphaGo: un programma per giocare a Go. Questo antico gioco cinese era uno degli ultimi in cui le intelligenze artificiali non erano ancora riuscite a sfondare.

I ricercatori di DeepMind non hanno però programmato AlphaGo per giocare a Go, bensì per imparare da giocatori umani. Analizzando una quantità enorme di dati su partite di campioni, AlphaGo ha sviluppato “un’intuizione”—per così dire—per il gioco. E ha stracciato il campione del mondo.

Leggi di più su AlphaGo e a cosa serve

3: Lo spettro dell’antimateria

crediti: Maximilien Brice / CERN

Proprio a fine anno è arrivata una grandissima notizia, che vola direttamente sul podio: un esperimento del CERN (il Consiglio Europeo per la Ricerca Nucleare) ha misurato lo spettro (si chiama così) di un atomo di anti-idrogeno.

I ricercatori sono riusciti a creare e mantenere sotto controllo veri e propri atomi, con “protoni”, “elettroni” e tutto, di antimateria. Sono anche riusciti a far compiere un salto da un livello energetico ad un altro ai positroni (gli “elettroni” dell’antimateria), misurando l’energia liberata (lo spettro). Così hanno dimostrato che gli anti-atomi funzionano proprio come quelli di materia normale.

Era una cosa che si immaginava, ma non era sicuro perché nessuno era mai riuscito a fare l’esperimento.

 

Questa è una grande notizia, che merita sicuramente qualche spiegazione in più: rimanete sintonizzati!

2: ProximaB

credit: M. Kornmesser/ESO

Durante l’estate è arrivata una delle mie storie preferite in assoluto: la scoperta di Proxima b.

Questo pianeta orbita vicinissimo a Proxima Centauri, una piccola stella, che è però la più vicina in assoluto al Sole. Non solo: dalle prime misure sembra probabile che abbia una superficie solida e una massa simile alla Terra.

E ancora non è neanche finita! Proxima b è esattamente nella “zona abitabile”, dove non è né troppo caldo né troppo freddo per avere acqua sulla superficie, che è necessaria per la vita come la conosciamo.

Leggi di più sul fichissimo sistema usato per scoprire Proxima b e le prospettive per la vita

1: Le onde gravitazionali

CC0 Rajitha Tennakoon/pixabay

Beh, questa era ovvia mi sa… Difficile scegliere qualcosa d’altro come scoperta top dell’anno. Dopo un lungo e tortuoso viaggio fatto di attese, falsi allarmi e speculazioni, abbiamo osservato direttamente le onde gravitazionali!

Le onde gravitazionali sono perturbazioni nel tessuto dello spazio-tempo. Quando oggetti nello spazio si muovono in un certo modo, producono queste onde. Una volta generate, le onde si propagano alla velocità della luce attraverso l’universo, stirando e comprimendo lo spazio stesso al loro passaggio.

Sono una conseguenza delle ipotesi di Einstein sulla gravità raccolte nella Relatività Generale (la nostra miglior descrizione della gravità e dello spazio-tempo). Il loro effetto è praticamente impercettibile, perciò servono strumenti precisissimi per misurarle, anche se gli eventi che le hanno provocate sono cataclismi cosmici come lo scontro tra due buchi neri.

Trovare le onde gravitazionali significa che possiamo osservare l’universo non solo attraverso le onde elettromagnetiche (luce visibile, onde radio, raggi X,…). I ricercatori l’hanno paragonato a poter ascoltare l’universo dopo averlo solo potuto vedere. Sarà un modo completamente nuovo di fare astronomia.

A proposito, c’è un piccolo clip audio di come suonerebbero le onde gravitazionali se potessimo sentirle (sì, è un po’ buffo).

Leggi di più sulle cose fondamentali da sapere sulle onde gravitazionali
Oppure leggi la raccoltona con tutti i post a riguardo
Altre belle storie in ordine sparso:

Perché sceglierne cinque era riduttivo! Perciò, in breve, altre missioni spaziali (finite più o meno bene), un premio Nobel insolito, e scoperte (mancate e riuscite) negli acceleratori di tutto il mondo. Cliccando sulla foto si apre l’articolo di approfondimento.

 

Siete d’accordo con la mia top 5? C’è qualcosa che vi ha entusiasmato di più? Parliamone nei commenti!

 

Foto copertina: R. Hurt/Caltech-JPL