CC-BY-NC-ND David Kingham, via Flickr

Agosto, con le sue serate miti, è un ottimo momento per uscire a guardare le stelle. E quando meglio delle sere intorno al 10, la famosa notte delle stelle cadenti?

L’universo ci regala questo spettacolo grandioso perché, tra luglio e agosto, la Terra attraversa la scia di detriti lasciati dalla cometa Swift-Tuttle. La cometa è ormai ben lontana ma, quando era passata di qua (relativamente vicino al Sole), si era scaldata, eruttando vapore, polvere e sassolini ovunque. Questa roba è rimasta come una scia dietro la cometa e, quando la Terra l’attraversa, i granelli le cadono letteralmente addosso. Mentre attraversano l’atmosfera, diventano incandescenti, lasciando tracce luminose: le stelle cadenti.

Ho sempre pensato fosse l’attrito con l’aria a generare il calore, ma ho recentemente imparato che non è così. Appena entrano nell’atmosfera, infatti, schiacciano una contro l’altra le molecole che incontrano. Per una famosa legge fisica, l’aria si scalda quando compressa, e granelli microscopici che arrivano a velocità pazzesche (migliaia di kilometri l’ora!), la comprimono tantissimo. L’aria, diventata rovente, scalda a sua volta la polvere fino a farla diventare incandescente.

La Terra attraversa i detriti della cometa Swift-Tuttle mentre orbita il Sole. La direzione del movimento e la prospettiva fanno sembrare che le stelle cadenti arrivino da un punto. CC-BY-SA Aanderson@amherst.edu/wikimedia

La Terra, in tutto questo, si sta muovendo lungo la sua orbita, perciò investe i detriti della cometa tutti nella stessa direzione. Di conseguenza, le stelle cadenti sembrano arrivare da un punto nel cielo (detto radiante), come la pioggia che sembra arrivare da un punto davanti a noi mentre guidiamo. Siccome per le stelle cadenti di agosto, questo punto è nella costellazione di Perseo, sono chiamate perseidi.

Ma non sono le uniche. La Terra attraversa altre comete durante l’anno, e vari detriti spaziali la colpiscono di continuo. In totale, secondo una stima, le stelle cadenti “ingrassano” la Terra di 15mila tonnellate l’anno.

Anche se è moltissimo materiale, la maggior parte sono granelli di polvere che si dissolvono nell’atmosfera, quindi non c’è da preoccuparsi. Quelli un po’ più grandi possono arrivare spettacolarmente a Terra (ricordate Chelyabinsk?). Cose ancora più grandi sono effettivamente pericolose. Ma sono rare, molti scienziati—particolarmente quelli della fondazione B612 (dal nome molto puccioso)—stanno lavorando ad una soluzione.

Quindi le stelle cadenti non sono veramente stelle. Però quando abbiamo dato loro il nome, chiamavamo stella più o meno qualunque lumicino in cielo, e queste almeno cadono davvero verso la Terra. Visto quanto ci sbagliavamo su altre cose, questa possiamo prenderla per buona.

Per saperne di più

 

Foto copertina: CC0 DIE_UFOS/pixabay.com

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