La forma delle chitarre non è solo estetica: serve a darle il suo suono. E ci aiuta a capire come funziona il nostro cervello.

Pizzicando la corda di una chitarra, tutta la sua lunghezza viene attraversata da una vibrazione, un fremito. Da una parte, questa vibrazione va a sbattere contro la fine della corda, dall’altra con il dito del chitarrista. In entrambi i casi, rimbalza e torna indietro, andando a scontrarsi con quella che viene dall’altra parte.

Appena si scontrano, le vibrazioni fanno interferenza, e siccome viaggiano molto veloci lungo la corda, presto si stabilizzano in un’onda.

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Vibrazioni rimbalzano sul bordo di una corda immaginaria e interferiscono, creando un’onda stazionaria. CC-BY-SA Davidjessop via Commons.

Però questa non è un’onda qualsiasi: la lunghezza del tratto di corda che percorre tra un rimbalzo e l’altro (insieme ad altre cose) le lascia prendere solo alcune frequenze particolari. In particolare, quelle che fanno sì che sembri stare ferma in un posto (e perciò si chiamano onde stazionarie).

Una delle onde stazionarie nel corpo di una chitarra. Credit: Cardiff University

Anche il corpo riceve la vibrazione, e si comporta una specie di grande (e più complicata) corda: la vibrazione gli viaggia attraverso, rimbalza ai bordi e crea un’onda stazionaria.

La combinazione di queste onde è la nota che sentiamo. E tutto questo succede per ogni singola nota che viene suonata.

La forma del corpo, quindi, determina parte del suono.

Stando ad uno studio recente, il nostro cervello fa qualcosa di molto simile: anche a riposo, i neuroni sono sempre impegnati a mandarsi impulsi elettrici, che ci rimbalzano avanti e indietro in testa. Secondo gli scienziati, la geometria della rete dei neuroni fa sì che tra questi segnali si creino interferenze. Così, alcune frequenze vengono “scelte”, mentre le altre vengono smorzate proprio come in una chitarra.

Ognuno ha in testa un raffinato strumento con una voce unica. Che suono ha il vostro?

 

Foto copertina: Live at the O2, Dublin Mark Knopfler, CC-BY-NC-ND Sean Rowe, via Flickr. Some rights reserved.

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