Tutto è andato alla perfezione: dal lancio di ieri mattina al distacco dell’ultimo stadio dei razzi, fino alla definitiva accensione dei pannelli solari verso le 22:30 italiane. ExoMars è definitivamente sulla rotta per Marte, dove arriverà verso metà ottobre.

All’arrivo, la sonda si dividerà in due parti. Il lander Schiaparelli atterrerà sulla superficie, testando una complicata coreografia di traiettorie, paracadute e razzi per un atterraggio morbido. Sarà una prova generale per il capitolo del 2018 2020* della missione, quando, con un atterraggio simile, arriverà sulla superficie un piccolo robot. Schiaparelli rimarrà attivo solo qualche giorno, misurando temperatura, pressione, velocità del vento ed altre caratteristiche atmosferiche.

L’altro troncone della missione è il satellite TGO (Trace Gas Orbiter), il cui compito è “ annusare” l’atmosfera marziana alla ricerca di tracce di vari gas, soprattutto metano, che può indicare vita sul pianeta. Le analisi di TGO saranno molto accurate: “Distinguere i diversi isotopi di carbonio [nel metano] è fondamentale per capirne l’origine”, ha detto Michael Khan dell’ESA.

TGO ha anche uno strumento che, analizzando la luce riflessa dalla superficie, è in grado di dare informazioni sulla presenza di acqua fino ad un metro sottoterra.

Aggiornamento del 20/10/2016: TGO è arrivato in orbita perfettamente il 19 Ottobre nel pomeriggio (ora italiana). Schiaparelli è atterrato ed ha mandato tutti i dati sulla sua discesa, ma qualcosa non è andato proprio come previsto. Al momento l’ESA sta analizzando i dati per capire cosa sia successo esattamente. Emanuele Menietti ha ricapitolato bene la situazione sul Post. Potete leggere quello o farvelo raccontare direttamente dai responsabili ESA nella conferenza stampa qui sotto.

Aggiornamento del 24/10/2016: Vertici ESA confermano che i razzi che dovevano rallentare la parte finale della discesa non hanno funzionato. Schiaparelli è precipitato per alcuni chilometri ed è andato distrutto schiantandosi al suolo. Un riepilogo completo si trova anche qui.

Immagini prese dalla sonda NASA Mars Reconnaissance Orbiter mostrano il luogo dell’atterraggio di Schiaparelli prima e dopo lo schianto. La macchia nera è quello che resta della sonda. Credit: NASA

Foto copertina: ESA–Stephane Corvaja, 2016. All rights reserved.

* Ritardi nei lavori e problemi di finanziamento hanno fatto spostare di due anni il lancio della seconda parte della missione.

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