Sì, lo è. Ma nuovi esperimenti mostrano che si potrebbe renderla più intuitiva, con l’aiuto di una vecchia teoria.

Semplificando tantissimo, la meccanica bohmiana è una versione della meccanica quantistica degli anni ’50 secondo cui le particelle microscopiche si comportano come oggetti macroscopici (palline, diciamo) ma spinte da una speciale forza quantomeccanica.

Le stranezze quantistiche—dal celebre gatto alle particelle che stanno in posti diversi contemporaneamente—verrebbero dalle particolarità di questa forza, invece che da regole completamente nuove.

La teoria, però, non sembrava descrivere bene il movimento di speciali coppie di particelle che si influenzano a vicenda (cosiddette “in entanglement“).

Aephraim Steinberg dell’Università di Toronto e i suoi colleghi mostrano, con degli esperimenti pubblicati su Science Advances, che quei problemi della teoria erano dovuti a come erano fatte le misure. Se anziché le singole particelle si considerano le coppie, le previsioni della meccanica bohmiana funzionano!

Rivalutando questa teoria, Steinberg non vuole rivoluzionare la fisica, ma aggiungere un punto di vista: “Diverse rappresentazioni possono essere utili”, dice, “perché aiutano a formare intuizioni migliori”.

Finalmente potremo dare senso anche le magie quantistiche.

 

Foto copertina: CC0 Ryan McGuire, via gratisography.com

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