Il team dell’osservatorio LIGO (Laser Interferometer Gravitational-wave Observatory) ha annunciato di aver misurato direttamente le onde gravitazionali emesse dall’unione di due buchi neri. Ma di che parlano? Ecco le risposte alle 4 domande più comuni (più 2 bonus, se vi sentite preparati).

I due buchi neri che si uniscono, e l’onda gravitazionale che ci arriva. NASA

Cosa sono le onde gravitazionali?

Le onde gravitazionali sono increspature dello spazio-tempo previste dalla Relatività Generale di Einstein. Se avete sentito una sola cosa su questa teoria, probabilmente è che la massa di un oggetto deforma lo spazio-tempo attorno.

Se la massa accelera nel modo giusto, dovrebbe (in teoria) creare onde gravitazionali. Queste si propagano come le onde su uno stagno quando ci lanciamo un sasso.

Al loro passaggio deformano impercettibilmente lo spazio stesso: lo allungano e stringono, poi lo accorciano e allargano, e così via.

Credit: MOBle/English Wikipedia

Credit: MOBle/English Wikipedia

Aggiornamento: Confusi da questa cosa dello spazio che si stira e si schiaccia? Ho provato ad affrontarla più in dettaglio in un altro post (niente formule: solo cagnolini!)

Quanto grande è l’effetto?

Piccolo. Meno di piccolo: immani catastrofi (scontri tra enormi buchi neri, supernove che esplodono, cose così insomma), relativamente vicine (cioè nella nostra galassia) cambiano la distanza tra la Terra e la Luna di un millesimo dello spessore di un atomo. Come si può immaginare, è anche molto difficile da misurare.

Come le abbiamo trovate?

ligo.org

LIGO è un interferometro laser. Funziona dividendo un raggio laser in due parti. Una continua il suo percorso in un lungo tubo, l’altra devia di 90 gradi in un altro. Ognuna poi rimbalza avanti e indietro qualche centinaio di volte. Le parti vengono ricongiunte in modo che le onde di luce di cui sono fatte interferiscano, annullandosi perfettamente a vicenda.

Se, però, un’onda gravitazionale attraversa il dispositivo, allunga uno dei bracci e accorcia l’altro, poi viceversa, ciclicamente. Così la corrispondenza tra le onde non è più perfetta. Gli scienziati sono andati a cercare proprio quel tipo di segnali.

Per essere sicuri di eliminare qualunque disturbo, poi, hanno cercato tracce identiche che apparissero contemporaneamente in entrambi i loro osservatori (uno nel nord-ovest degli Stati Uniti, l’altro a sud-est, e quest’anno poi si aggiungerà anche l’osservatorio VIRGO in Toscana).

Se sono così impercettibili perché ci dovrebbero interessare?

Perché ci danno un modo completamente nuovo di studiare l’universo. Come ha detto Catherine Man, dell’Observatoire de la Côte d’Azur:

Ora non stiamo più solo “guardando” l’universo usando luce ultravioletta o visibile, ma stiamo “ascoltando” i rumori prodotti della gravità dei corpi celesti sul tessuto dello spazio-tempo

Tra le cose che possiamo “ascoltare” c’è l’eco della gioventù dell’universo. Fino a 380mila anni dalla sua formazione, infatti, l’universo era opaco alla luce, perciò non possiamo vedere più indietro di così. Ma le onde gravitazionali esistevano già: ascoltandole scopriremo molto di nuovo.

Domande bonus per quelli davvero preparati

Non le avevano già trovate qualche anno fa?

Nì: le onde gravitazionali trasportano energia, nel 1993 Russel Hulse e Joseph Taylor hanno vinto il Nobel per la fisica per aver osservato quell’energia. Ma prima d’ora nessuno aveva osservato direttamente le onde gravitazionali.

L’annuncio dell’anno scorso del progetto BICEP2, invece, era proprio un falso allarme. E ci han fatto una figuraccia.

 

Che succede ora con eLISA?

Probabilmente non molto. eLISA è un osservatorio spaziale per onde gravitazionali dell’ESA (l’Agenzia Spaziale Europea), dovrebbe andare in orbita nel 2034. Anche se le onde gravitazionali non saranno più una novità, eLISA sarà molto più sensibile di LIGO.

In pratica, sarà un orecchio più grande con cui ascoltare, può misurare onde da fonti più deboli o più lontane. Ed essendo nello spazio, ha anche meno fonti di disturbo.

 

 

Foto copertina: CC0 Austin Schmid, via unsplash.

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