Due avversari si affrontano in un antico gioco di strategia. Solo uno dei due è una persona, e non è quello che vince. La storia di AlphaGo ha girato parecchio. Ma perché è così importante?

Breve ripasso: Go è un gioco da tavolo cinese. La sua particolarità è che ha un’enormità di possibili mosse e contromosse che lo rendendo ingestibile, anche per un computer.

AlphaGo è un’intelligenza artificiale creata apposta da DeepMind (una divisione di Google). Il suo successo (ha strabattuto 5-0 il campione europeo), è anche il primo di un computer su un giocatore esperto.

 

 

Un computer che sa giocare a Go, di per sé, non è molto utile. Ma i giochi da tavolo hanno molto in comune con la vita reale: presentano decisioni difficili, ognuna con pro e contro, costi e benefici da valutare.

Allo stesso tempo, sono un ambiente ben controllato e definito, con un numero limitato di mosse, strategie e situazioni possibili. In pratica, imparare un gioco è un banco di prova per prendere decisioni nel mondo reale.

Per i computer è anche meglio: mentre per noi umani imparare è naturale, loro devono imparare a farlo. AlphaGo, ad esempio, non è stato programmato specificatamente per giocare a Go, bensì per osservare le partite e imparare le strategie migliori. Sottoponendogli un altro gioco o un altro problema, può usare sistemi simili e velocemente imparare a risolvere anche quello.

Computer che avevano imparato poker o quiz televisivi, ad esempio, ora aiutano diagnosi mediche. Google vuole usare AlphaGo per “affrontare grandi problemi come il cambiamento climatico o diagnosi di malattie complesse”.

Prima di salvare il mondo, però, probabilmente lo useranno per cose davvero importanti: trovarci più video pucciosi.

 

Foto copertina: from above, CC-BY-NC tommpouce, via Flickr. Some rights reserved.

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