Da Galileo in poi, usiamo lenti e cannocchiali per esplorare l’universo. Ma l’universo stesso ci dà delle lenti con cui osservarlo. Anche se è un po’ più complicato.

Questa bellissima foto mostra quattro galassie (i quattro pallini gialli al centro), che si stanno lentamente scontrando l’una con l’altra a circa un miliardo di anni luce da noi. Dandogli tempo, finiranno per essere un unico blob galattico.

La mia parte preferita è quella specie di aura blu che si vede intorno a queste galassie. Quella è la luce di un’altra galassia, lontano sullo sfondo, che non si vede perché è coperta dalle quattro davanti. Guardando bene, infatti, si vede pure che l’aura blu è fatta di quattro immagini distorte della galassia: si vede il centro (i pallini più chiari), la struttura a spirale della galassia e tutto quanto.

Quando l’ho vista mi sono entusiasmato perché per la prima volta ho visto una lente gravitazionale in funzione.

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Uno schema di come la luce della galassia lontana ci raggiunge attraverso una lente gravitazionale. Credit: NASA/ESA

La lente gravitazionale funziona più o meno così: la gravità di un oggetto nello spazio devia la luce che gli passa vicino, seppure di pochissimo. Più massa ha un oggetto, più riesce a deviare la luce. Perciò un oggetto con moltissima massa, come una galassia, devia significativamente la luce, così anche cose nascoste in secondo piano diventano visibili. Ed ecco che appare la nostra galassia blu, distorta attorno alle quattro che gli stanno in realtà davanti.

Oltre che una figata, le lenti gravitazionali sono anche utili. Infatti, sapendo di quanto la luce è stata deviata, si può stimare abbastanza precisamente la massa delle galassie in primo piano, compresa la materia oscura, che altrimenti non sarebbe misurabile.

Foto di copertina: Dr Richard Massey, Durham University.

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