Stanotte la cometa Catalina sarà vicina alla Terra come mai prima. O dopo. A differenza di altre, infatti, questa cometa non tornerà mai più.

Le comete vivono la maggior parte del loro tempo in una grande zona intorno al Sistema Solare chiamata Nube di Oort. Questa zona è decine di migliaia di volte più lontana dal Sole della Terra. La luce solare lì è milioni di volte meno intensa che da noi, e il Sole è poco più che una stella come le altre. E pensare che Plutone ci pareva lontano!

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Credit: William Crochot/NASA/JPL, via Wikipedia

Di solito le comete se ne stanno lì al buio a farsi i fatti loro. Ma qualche volta deviano verso il Sistema Solare interno. Di solito perché qualcosa (tipo un’altra cometa) le spinge verso l’interno.

A volte questo le fa entrare in oblunghe orbite intorno al Sole, è il caso delle comete periodiche, come la mitica cometa di Halley.

Altre volte è tutto più imprevedibile. Catalina, ad esempio, arriva troppo veloce per mantenere un’orbita: una volta passata vicino al Sole, comincerà ad allontanarsi sempre più, fino ad uscire definitivamente dal Sistema Solare.

Probabilmente servirà un binocolo per vederla, e sapere dove e quando guardare (ad esempio questa mappa). Il 15 gennaio dovrebbe apparire verso le 22 vicino al timone del Gran Carro, quindi abbastanza facile da trovare.

Una particolarità di Catalina è che, per via della prospettiva, sembra avere due code che puntano in direzioni opposte. Se non fosse bastata l’unicità dell’evento, questa chicca mi avrebbe sicuramente convinto.

Non so voi, ma io in questi giorni sarò fuori (meteo permettendo), a naso in su per salutare Catalina.

Cover photo: Comet Catalina, CC-BY-NC Gregg Allegretti, via Flickr. Some rights reserved.

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