Il 2015 è stato un altro bellissimo anno di fisica. Anche il 2016 promette di regalarci novità esaltanti. Dai principi fondamentali della fisica all’origine dell’universo, passando per nuovi sviluppi di recenti temi caldi, ecco alcune cose che secondo me varrà la pena di seguire. In ordine sparso, in un altro post vacanziero (quindi un po’ più lungo).

1. LIGO e le onde gravitazionali

L’europeo eLISA non è l’unico grande progetto di ricerca sulle onde gravitazionali. C’è un grande esperimento avviato da tempo negli Stati Uniti, chiamato LIGO. che sta per Laser Interferometri Gravitational-Wave Observatory (gli acronimi degli esperimenti sono sempre pessimi). Si basa sullo stesso principio di eLISA: usare l’interferenza tra laser per misurare gli impercettibili stiramenti dello spazio causati da onde gravitazionali. Girava voce che avessero trovato qualcosa, ma il team è piuttosto cauto con gli annunci. Una conferma sarebbe un risultato epocale.

2. MICROSCOPE e il principio di equivalenza

Un altro esperimento con un acronimo bruttino è MICROSCOPE, che sta per “MICRO-Satellite a traînée Compensee pour l’Observation du Principe d’Equivalence”. L’esperimento francese testerà il principio di equivalenza. In poche parole, che la massa di un oggetto—cioè quanto difficile è accelerarlo con una forza—sia la stessa cosa che gli conferisce attrazione gravitazionale. Tutte le prove finora lo confermano, ma siccome non siamo sicuri al 100%, controlliamo meglio.

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Prove di laboratorio su MICROSCOPE © CNES/MALIGNE Frédéric, 2015

3. I risultati “strani” di LHC

L’anno scorso è ripartito l’acceleratore LHC, più potente che mai. Verso fine anno, due esperimenti (ATLAS e CMS) hanno osservato segnali che non si aspettavano dalle collisioni. Siccome le hanno osservate indipendentemente, sembra esserci qualcosa sotto. Il fatto è che non sappiamo cosa: potrebbe essere un problema di misura, ma potrebbe essere una particella che non abbiamo mai osservato. Personalmente, non vedo l’ora di saperne di più.

 

4. Nuovi risultati sulla materia oscura

Come fa sospettare il nome, la materia oscura è ancora un oggetto piuttosto misterioso. Si tratta di particelle che interagiscono con il resto della materia praticamente solo attraverso la gravità, non emettono né assorbono luce (da cui il nome) e, tra particelle e l’energia associata, costituiscono quasi il 95% dell’universo. Senza di loro, le galassie si sfalderebbero. L’attenzione sul tema sta crescendo costantemente, e ci sono diversi gruppi di ricerca al lavoro. Potremmo avere grosse novità quest’anno.

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Mappa 3D della materia oscura. NASA, ESA, R.Massey (CALTECH), via Wikipedia.

5. Il premio Nobel

In mancanza di eventi eccezionali (come il bosone di Higgs), prevedere i vincitori del Premio Nobel è praticamente impossibile. Ma, volendo azzardare, mi piace l’idea di Ethan Siegel su Forbes. Lui propone diversi candidati, ma dice che il più probabile è

The discovery of planets orbiting stars other than our own, likely in a three-way split between either William Borucki (the P.I. of Kepler) or Aleksander Wolszczan (who discovered the first planet around a pulsar in 1992), and Michel Mayor and Didier Queloz, who discovered the first planet around a star in 1995.

“La scoperta di pianeti in orbita attorno a stelle diverse dalla nostra, probabilmente diviso in tre tra o William Borucki (a capo di Kepler) o Aleksander Wolszeczan (che ha scoperto il primo pianeta attorno ad una pulsar nel 1992) e Michel Mayor e Didier Queloz, che hanno scoperto il primo pianeta intorno ad una stella nel 1995”. La scoperta che esistono pianeti attorno ad altre stelle è molto importante, perché vuol dire che il Sistema Solare non obbedisce a leggi tutte sue. La scoperta è abbastanza matura, ha portato una marea di nuovi dati e nuova scienza, compresi Kepler e il nuovo James Webb Telescope (che partirà nel 2018), ed ha moltissima attenzione mediatica. Se dovessi scommettere 5 euro su un candidato, li metterei lì.

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Rappresentazione artistica di tre esopianeti. Credit: NASA/JPL-Caltech

Cover photo: One more Thing, CC-BY Joris Louwes, via Flickr. Some rights reserved

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