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Cosa è successo nel fantastico mondo di amorefisico nel 2015? Dai confini del Sistema Solare alle profondità subatomiche, ecco le mie 8 notizie preferite di quest’anno (più una), in un post più lungo del solito. Ma in vacanza abbiamo un po’ più di tempo.

(Nei titoli, link a tweet, post e articoli per approfondire)

8. L’oceano su Ganimede

Sotto la superficie di Ganimede (una luna di Giove) c’è un oceano di acqua salata profondo un centinaio di chilometri. Il fatto è eccezionale in sé, ma gli scienziati l’hanno scoperto usando un metodo fichissimo, osservando l’aurora boreale di Ganimede.

7. Il risveglio di Philae

Nel novembre 2014 l’ESA è riuscita a far atterrare la sonda Philae su una cometa. Purtroppo, non è andata benissimo e abbiamo rapidamente perso contatto con Philae. Almeno fino a giugno di quest’anno, quando si è brevemente rifatto vivo, anche se per poco. Da allora non abbiamo più sentito nulla. Fortunatamente aveva già raccolto molti preziosi dati.

6. La scoperta dei pentaquark

A luglio, gli scienziati del CERN hanno osservato per la prima volta un tipo di particella: il pentaquark. Molte particelle (tra cui protoni e neutroni) sono fatte di quark, ma normalmente due o tre a seconda delle particelle. Il pentaquark, come suggerisce il nome, ne ha cinque. Era previsto nella teoria, ma non era ancora stato trovato.

5. Il Premio Nobel a Kajita e McDonald

I neutrini sono particelle prodotte da molte reazioni nucleari, in tipi diversi, a seconda delle reazioni. Esperimenti in Giappone e in Canada hanno rilevato che i neutrini oscillano tra un tipo e l’altro nel tempo, perché hanno una massa. A ottobre, i coordinatori degli esperimenti (Takaaki Kajita e Arthur McDonald) hanno vinto il Nobel per la fisica.

4. LHC ha riacceso i motori

Dopo aver trovato il mitico bosone di Higgs, l’acceleratore LHC del CERN di Ginevra è rimasto fermo due anni. A marzo è ripartito, raddoppiando l’energia con cui spinge le particelle—che già prima era la più alta mai raggiunta. I nuovi obiettivi sono capire meglio i primissimi istanti dopo il Big Bang e di cosa può esser fatta la materia oscura.

3. Samantha Cristoforetti è tornata

Dopo un gran lavoro scientifico, un sacco di foto, tanti momenti istruttivi e divertenti, Samantha Cristoforetti ha concluso la sua missione sulla Stazione Spaziale Internazionale a giugno. Con 199 giorni e spiccioli, AstroSamantha è rimasta in orbita più a lungo di qualunque altro europeo e qualunque altra donna nella storia. E, ovviamente, ha salutato citando Guida Galattica per Autostoppisti.

2. L’acqua su Marte

A fine settembre la NASA ha dato lo storico annuncio: la sonda Mars Reconnaissance Orbiter ha rilevato tracce di acqua liquida su Marte. Lungo alcuni pendii si formano periodicamente strisce scure causate dal riaffiorare di acqua dal sottosuolo, bagnando le sabbie. L’acqua è poca, stagionale e con concentrazioni invivibili di sali tossici. Ma potrebbe indicare che ce n’è di più.

1. New Horizons

Con tutto quel che ha trovato, la sonda New Horizons potrebbe occupare cinque o sei posti da sola. A luglio ha effettuato il suo passaggio velocissimo a pochi chilometri da Plutone raccogliendo dati e scattando foto pazzesche. Non avevamo mai visto questo pianeta da così vicino e ci vorranno anni per digerire la montagna di cose che abbiamo imparato.

Bonus: La buffonata delle megastrutture aliene

La luce che ci arriva da una stella lontana perde intensità in modo strano e ad intervalli irregolari. Una notizia interessante perché c’è sicuramente qualcosa di fico da scoprire. Complice qualche articolo sopra le righe, però, abbiamo collettivamente deciso per la causa meno plausibile in assoluto: megastrutture aliene in costruzione. Ora che la macchina del clamore si è fermata, aspettiamo le risposte serie degli scienziati.

 

Foto: Winston retrieves the news, CC-BY-SA carterse, via Flickr. Some rights reserved.”Nh-pluto-in-true-color 2x JPEG-edit-frame” by NASA / Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory / Southwest Research Institute – http://pluto.jhuapl.edu/Multimedia/Science-Photos/image.php?gallery_id=2&image_id=243. Licensed under Public Domain via Commons. NASA/JPL-Caltech/Univ. of Arizona

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