Nel 1949 un computer era grande come una stanza. O come gli acceleratori di particelle che iniziavamo ad usare in medicina per radioterapia e diagnosi. Oggi computer più potenti di allora ci stanno in mano, ma gli acceleratori medici sono ancora ingombranti ed avidi di elettricità. Ma non per molto.

“Quello che richiedeva una stanza piena di apparecchiature potrà essere fatto da un carrello usando una normale presa di corrente” dice Andrew Goers, giovane ricercatore dell’Università del Maryland.

Il suo lavoro, pubblicato sulla prestigiosa Physical Review Letters, si basa sull’accelerazione al plasma. Semplificando, un laser sparato su un plasma (un gas con gli elettroni slegati dai loro nuclei) si lascia una scia, come un motoscafo. Questa risucchia elettroni, accelerandoli tantissimo.

Finora questa tecnica richiedeva laser potentissimi. Ma, sfruttando un effetto relativistico, Goers ha amplificato l’impulso laser. Ora un laser che consuma meno di una lampadina è sufficiente per un acceleratore medico.

Foto: gratisography.com

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